Verona val bene uno stand. L'allestimento di Aida al Vinitaly 2010

Difficile contare le presenze: qualcuno dice che, tutto sommato, i numeri sono più o meno uguali all'edizione 2009. Il giovedì la manifestazione è partita con relativa calma ma già il venerdì fiumi di persone si affrettavano fra un padiglione e l'altro, fra un produttore trentino e uno siciliano, fra un calice di sauvignon e uno uno di malbech. Grande curiosità dunque, specie per quanto riguarda i giovani, e qualche buon affare con la possibilità di aprire mercati nuovi.

E la Toscana? Come al solito, insieme al Piemonte, è stata al centro dell'attenzione. Tantissimi i vignaioli, dislocati per lo più fra il padiglione 8 e l'area D. C'è chi ha presentato le nuove annate, chi nuove etichette, chi prodotti 'coraggiosi' quali il sangiovese spumantizzato. Idee per intercettare nuove esigenze di mercato a cui auguriamo di avere il giusto successo. L'impressione generale è quella di una minore distanza fra denominazioni più rinomate e realtà emergenti. Proprio gli stand degli emergenti sono stati in percentuale i più affollati. Si tratta di un segnale preciso: il consumatore vuole bere bene a prezzi non eccessivi. Il valore aggiunto può essere dato dalla scoperta o dalla riscoperta di aziende, territori e denominazione solo apparentemente minori.

Anche Aida è stata protagonista a Vinitaly: ha ideato e realizzato lo stand di Tuscany e co. Visitata da giornalisti, operatori del settore e wine lovers, la postazione di Tuscany e co è stata apprezzata per l'originalità d'impostazione: una scenografia contemporanea giocata su motivi grafici che rimandavano al concetto di terroir, ben contrappuntato da un allestimento video che permetteva ai visitatori di familiarizzare con le bottiglie in degustazione. Quindi un banco e delle sedute per degustare con comodità e dovizia di informazioni in un contesto fashion. Perché il vino è comunicazione e occorre trovare chiavi di lettura creative per renderlo davvero protagonista.
 

La presente opera è stata realizzata anche mediante il contributo finanziario del Ministero per i beni e le attività culturali